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Il tuo gatto e l'estate, rischio parassiti in agguato

Arriva il caldo e con esso il problema che preoccupa tutti i proprietari di gatti: i parassiti. Non che nel resto dell'anno il micio sia perfettamente al sicuro in tal senso: insetti ematofagi e vermi intestinali, infatti, possono attaccare il micio in ogni stagione, complice il riscaldamento domestico che ne favorisce la sopravvivenza.

In estate, però, il forte aumento delle temperature stimola la loro proliferazione; in più il gatto, uscendo più frequentemente all'aria aperta, è esposto ad un pericolo maggiore. Cosa fare?

Contro i parassiti, la parola d'ordine è: protezione. Consenti al tuo gatto di accedere agli spazi esterni solo se adeguatamente protetto da un antiparassitario che tenga lontane pulci e zecche. Scegli un prodotto che su cute e pelo, oltre a creare una "linea di difesa", uccida gli insetti già presenti e le loro uova.

Il tuo gatto e l'estate, rischio parassiti in agguato

L'ideale è un antiparassitario spot on, da applicare fra le scapole e da riapplicare a cadenza mensile; per i gatti che trascorrono molto tempo fuori casa è molto indicato anche il collare antiparassitario, il cui effetto può coprire diversi mesi.

La frequentazione degli spazi esterni può aumentare anche i fattori di rischio che riguardano i parassiti intestinali: il tuo gatto, infatti, può facilmente entrare in contatto con suoli contaminati da larve e uova, oppure toccare (o mangiare) animali che le veicolano, come i topi e gli uccelli.

Controlla sempre le sue feci: se noti una consistenza anomala o la presenza di vermi (come gli ascaridi, facilmente individuabili per la forma allungata e il colore bianco) rivolgiti tempestivamente al veterinario, che prescriverà al tuo piccolo amico un farmaco vermifugo.

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La gestazione del gatto dal concepimento al parto, quali visite fare?

Quando adotti un piccolo amico peloso, il veterinario è un punto di riferimento imprescindibile. Ancor più se hai scelto una gatta come compagna di vita e hai deciso di non farla sterilizzare.

In questo caso, infatti, il suo apparato riproduttore deve essere regolarmente sottoposto a visite ed esami accurati (strisci vaginali, dosaggi ormonali, ecografie): oltre a rientrare nei controlli di routine, queste procedure si rivelano molto utili nell'eventualità di una gravidanza.

Nel gatto, la gestazione dura mediamente 64-67 giorni. Non sempre ci si accorge che la propria gatta è incinta se non quando la gravidanza è in stadio già avanzato.

Alcuni segnali "rivelatori" possono comunque manifestarsi fin dai primi giorni: la gatta vomita spesso, fa più fusa del normale, è nervosa, si stanca facilmente, si lecca ripetutamente le parti intime.

Se noti un cambiamento in questo senso, porta subito la tua piccola amica in ambulatorio: il veterinario effettuerà una palpazione addominale o direttamente un esame ecografico, in modo da confermare lo stato di gravidanza.

Nel caso la tua micia sia effettivamente incinta, l'ecografia potrà anche rivelare l'età fetale e dare informazioni sulla data in cui avverrà il parto.

La gestazione del gatto dal concepimento al parto, quali visite fare?

Da questo momento dovrai seguire scrupolosamente la tua gatta in tutte le fasi della sua gestazione, offrendole una dieta ricca di nutrienti e facendo attenzione che non si affatichi troppo e che non si allontani da casa.

Le visite ostetriche dovranno essere effettuate alle scadenze stabilite dal veterinario: questi controlli vengono eseguiti per lo più attraverso il supporto ecografico, che rappresenta lo strumento più efficace per verificare il corretto sviluppo dei feti.

La gatta dà alla luce i suoi piccoli in piena autonomia e senza particolari problemi: puoi quindi decidere se farla partorire naturalmente in casa oppure di concordare con il veterinario un parto cesareo programmato.

Se opti per il parto naturale, non lasciare mai la tua micia da sola: durante il travaglio, potrebbero insorgere complicazioni di difficile gestione.

Quindi, se in questa fase dovessi notare la tua gatta in difficoltà, non esitare a contattare il veterinario: potrebbe addirittura rendersi necessario un cesareo d'urgenza.

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Gatta di 18 anni con lieve insufficienza renale ed ascesso, cosa fare?

Ho una gatta di 18 anni con lieve insufficienza renale recentemente ha avuto un 'ascesso sotto la mandibola è stata 8 gg in clinica sembrava guarita ma ieri mi sono accorta che esce ancora del siero. Il veterinario ha detto di somministrare bytril15 mg.. Per quanti gg? Come posso tenere pulita la ferita con quali prodotti.

Grazie. Paola

Risposta

Gentile sig. Paola

La durata della terapia la deve definire il collega che conosce la situazione del gatto. In generale almeno 6-7 giorni, ma dipende da tanti fattori che io non conosco.

Gatta di 18 anni con lieve insufficienza renale ed ascesso, cosa fare?

 

Assolutamente deve chiedere chiarimenti al collega. La ferita va tenuta pulita con soluzione fisiologica sterile. Meglio non usare disinfettanti sulle ferite aperte, possono ritardare la guarigione.

Comunque, anche per questo, è bene che chieda indicazioni al collega

Cordiali saluti

Dott. Fabio Maria Aleandri